domenica, 07 giugno 2009, ore
05:08
Ho davvero paura perchè è passato quasi un anno ma nn riesco a trovare la forza di riprendermi.
La notte aspetto sempre le 6 del mattino per addormentarmi, e nel caso mi appisolo ho sempre la sensazione di sentire il campanello bussare come quella mattina. Non ce la faccio più, sono distrutto il mio fisico è arrivato al limite, vivo momenti di vera e propria sofferenza in cui mi sento intontito, perso, ho difficoltà a seguire ciò che gli altri dicono. Mi è capitato anche durante il viaggio in metro di poggiarmi con le spalle per qualche istante alla parete e mi sono addormentato in piedi come un imbecille. Per poco non cadevo, e che brutta figura quando tutti mi hanno guardato come se fossi un tossico.
Questa non è più una casa... come si può definire casa un posto da cui cerchi di scappare. Io capisco il dolore e l'esaurimento dei miei genitori, ma loro non riescono a capire il mio, caricandomi di responsabilità e colpe che non riesco a sentire mie. Dove è finita la mia famiglia? Dove è finito ognuno di noi?
Oggi mia madre mi chiedeva se ero nervoso perchè si sta avvicinando l'anniversario di quel giorno... come se ci volesse un anniversario, io che quell'incubo lo rivivo tutte le notti.
Oggi ho saputo che Gianluca si sposa... quando sono tornato a casa mi sono chiuso in bagno ed ho pianto come nn facevo da mesi. Abbiamo vissuto uniti come fratelli, ci siamo sostenuti nei momenti più drammatici, e poi una piccola debolezza, un nulla, mi è costata la sua amicizia?
Sono felice per lui, ma questo momento lo avevo immaginato diverso, ero convinto che quando sarebbe arrivato il giorno di fare questo passo ci saremmo sostenuti, saremmo stati vicino. Invece non ha trovato un attimo per dirmi questa cosa... evidentemente io per lui non sono mai realmente contato come lui contava per me, ed invece sono stato solo una delle tante amicizie di passaggio, un conoscente.
Come sono stanco... Vorrei scrivere tante altre cose, ma a cosa serve lamentarmi? A cosa serve parlare ad una pagina bianca che nessuno mai leggerà? Come mi manca quella sensazione di un dolce abbraccio che ti ginge nel momento del bisogno per accogliere il tuo dolore e le tue lacrime.
Cosa mi resta se non tanta merda e inutile rancore che mi porto dentro, e quel povero muro stanco dei miei sfoghi e dei mie pugni...
Buona notte vita ingrata.
Un sognatore a cui hanno rubato il cuore
kappeix
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amore, famiglia, sfogo, amicizia, rabbia, morte, delusione