sabato, 22 agosto 2009, ore 08:41

E così mi ritrovo di nuovo faccia a terra in una pozza di sangue e sudore, inerme dopo gli ultimi colpi ricevuti.
Anche se affannosamente,
anche se il taglio sul labbro fa male,
IO
mi rialzo sempre.
Non lo hai ancora capito,
più soffro,
più la ferita brucia
e più mi sento vivo.
Continua a colpirmi vita,
mi stai solo rendendo invincibile.
kappeix
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domenica, 07 giugno 2009, ore 05:08

Ho davvero paura perchè è passato quasi un anno ma nn riesco a trovare la forza di riprendermi.
La notte aspetto sempre le 6 del mattino per addormentarmi, e nel caso mi appisolo ho sempre la sensazione di sentire il campanello bussare come quella mattina. Non ce la faccio più, sono distrutto il mio fisico è arrivato al limite, vivo momenti di vera e propria sofferenza in cui mi sento intontito, perso, ho difficoltà a seguire ciò che gli altri dicono. Mi è capitato anche durante il viaggio in metro di poggiarmi con le spalle per qualche istante alla parete e mi sono addormentato in piedi come un imbecille. Per poco non cadevo, e che brutta figura quando tutti mi hanno guardato come se fossi un tossico.
Questa non è più una casa... come si può definire casa un posto da cui cerchi di scappare. Io capisco il dolore e l'esaurimento dei miei genitori, ma loro non riescono a capire il mio, caricandomi di responsabilità e colpe che non riesco a sentire mie. Dove è finita la mia famiglia? Dove è finito ognuno di noi?
Oggi mia madre mi chiedeva se ero nervoso perchè si sta avvicinando l'anniversario di quel giorno... come se ci volesse un anniversario, io che quell'incubo lo rivivo tutte le notti.
Oggi ho saputo che Gianluca si sposa... quando sono tornato a casa mi sono chiuso in bagno ed ho pianto come nn facevo da mesi. Abbiamo vissuto uniti come fratelli, ci siamo sostenuti nei momenti più drammatici, e poi una piccola debolezza, un nulla, mi è costata la sua amicizia?
Sono felice per lui, ma questo momento lo avevo immaginato diverso, ero convinto che quando sarebbe arrivato il giorno di fare questo passo ci saremmo sostenuti, saremmo stati vicino. Invece non ha trovato un attimo per dirmi questa cosa... evidentemente io per lui non sono mai realmente contato come lui contava per me, ed invece sono stato solo una delle tante amicizie di passaggio, un conoscente.
Come sono stanco... Vorrei scrivere tante altre cose, ma a cosa serve lamentarmi? A cosa serve parlare ad una pagina bianca che nessuno mai leggerà? Come mi manca quella sensazione di un dolce abbraccio che ti ginge nel momento del bisogno per accogliere il tuo dolore e le tue lacrime.
Cosa mi resta se non tanta merda e inutile rancore che mi porto dentro, e quel povero muro stanco dei miei sfoghi e dei mie pugni...

Buona notte vita ingrata.
Un sognatore a cui hanno rubato il cuore
kappeix
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lunedì, 23 febbraio 2009, ore 02:55

In questi giorni la sensazione di non appartenere a questo mondo è diventata sempre più forte quasi ossessiva.
Come vorrei che tutto finisse, desidero veramente non sentire più niente e svanire nel nulla. Ma quello che tutti considerano un atto di grande vigliaccheria, ha bisogno di un piccolo sprazzo di coraggio perchè per quanto ingrata la vita fa sempre meno paura del dolore che si prova mentre ci si spegne.
kappeix
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domenica, 08 febbraio 2009, ore 19:15

Il mio più grande errore è essere venuto al mondo.
Un mondo in cui non trovo il mio posto.
Questa vita nn la sento più mia...
kappeix
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sabato, 31 gennaio 2009, ore 07:31

Dove sei quando ho paura di questa vita,
e desidero scappare da essa.

Dove sei quando la mattina non vorrei aprire più i miei occhi.

Dove sei ogni volta che mi nascondo sotto la pioggia per celare le lacrime che rigano il mio volto.

Perchè non mi tendi più la mano quando cado in terra.

Perchè non senti più il mio dolore tramutarsi in invisibili urla che squarciano l'anima.

Perchè non sento più la tua presenza accanto a me.

Ti ho cercato nel divenire delle cose.

Ti ho cercato nel vento,
immaginando che fosse una tua carezza a scompigliarmi i capelli.

Ti ho cercato nel sole,
sperando fosse un tuo caldo abbraccio.


Padre mio dove sei.
kappeix
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mercoledì, 24 dicembre 2008, ore 04:20

Tornare dopo tanto tempo, ancora più confuso ed impaurito dell'ultima volta, è una sensazione difficile da descrivere.
Sono angosciato, e un po spaventato, perchè una persona a cui voglio bene, una persona che mi ha cresciuto con lo stesso affetto di una madre, non sta bene. Vorrei poterle dire che in questi mesi ho sentito sopratutta la sua mancanza o quella di nonno Attilio, ma credo che difficilmente questo potrebbe essere di aiuto o di alcun interesse per lei perchè ho ferito la persona che lei più di tutte ama.
E' frustrante e ti fa sentire impotente non poter fare nulla... quanto è dannatamente dura la vita, ormai dovrei averlo capito, e invece ogni volta ad ogni nuova batosta resto spiazzato.
Se esistesse un solo modo per attirare verso di me tutti i mali, quelli che affliggono le persone che amo, li stringerei forte al petto per poi spegnermi e dissolvermi nel silenzio con loro.
kappeix
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mercoledì, 01 ottobre 2008, ore 16:04

Il mio cuore è disarmato. Sono stanco di lottare per le persone che amo. Vorrei che qualcuno lottasse per me con la stessa passione, quella stessa grinta con cui in passato ho sempre lottato. Il mio pugno destro è diventato troppo fragile non posso più prendere a pugni la vita... mi arrendo ad essa.
kappeix
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lunedì, 14 aprile 2008, ore 11:13

Ancora non riesco a comprendere.
Come può un giovane di 31 anni essere stroncato in soli 7 mesi da un tumore al cervello?
Cosa c'è di giusto in tutto questo?
Sicuramente nulla.
E questa sensazione di rabbia e dolore, che mi annega il cuore, difficilmente andrà via.
Domenico lo conoscevo solo di vista, abbiamo condiviso per alcuni mesi la passione per un corso di scrittura creativa, ed ho avuto modo di conoscere la sua ilarità e la gioia con cui viveva questa vita troppo ingrata.
Da giovedì non faccio altro che chiedermi perchè lui e non io, o un altro?  Perchè la vita è tanto infame?
Sono domande a cui non troverò mai risposta, so solo che per un po' non parlerò più con Dio.

Ciao Domenico.
kappeix
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giovedì, 03 aprile 2008, ore 12:40

Vorrei essere un uomo in giacca e cravatta, uno di quelli affermati.
Vorrei avere una casa nostra dove tornare, un posto dove riposare le mie braccia stringendole attorno a te.
Invece sono sempre me stesso, l'eterno ragazzo in t-shirt e jeans che sogna nella sua camera, sempre più stretta, quello che con la fantasia rincorre il futuro, mentre il futuro gli scappa di mano.
Forse dovrei crescere, dovrei smettere di soffrire di vertigini e provare ad aprire le ali.
Con te e per te voglio raggiungere le vette più alte.
kappeix
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lunedì, 24 dicembre 2007, ore 03:10

Da mesi vivo in una dimensione di silenzio, grido invisibili parole che mai nessuno udirà.
L'inverno si è posato sulla mia anima già quando il sole picchiava forte e caldo sul mio viso.
Per questo natale desidero solo l'abbraccio di un amico che possa ridare calore al mio cuore stanco e spaventato dalla vita.
kappeix
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